Se l'Inchinata di agosto è la festa più spettacolare di Tivoli, quella della Madonna di Quintiliolo è forse la più intima. Non nasce dai palazzi né dalle ville monumentali, ma dai campi: dalla richiesta dei contadini tiburtini di avere la loro Vergine vicina proprio nei mesi in cui il raccolto decide l'anno. È una devozione tramandata per secoli quasi immutata, che ogni primavera rimette in movimento l'intera città.
Una tradizione nata tra i campi
Il santuario di Quintiliolo si trova poco fuori dal centro, sulle pendici del Monte Catillo, in una posizione che regala una delle viste più belle sulla valle dell'Aniene e sull'acropoli di Tivoli. Qui è custodita l'immagine venerata della Beata Vergine di Quintiliolo, che i contadini chiamavano Madonna dell'Abbondanza perché a lei affidavano la protezione dei raccolti.
La consuetudine di portarla in città per i tre mesi estivi risale al 1679, quando gli agricoltori tiburtini ottennero questa concessione. Da allora il calendario è rimasto lo stesso: l'icona lascia il santuario la prima domenica di maggio e vi fa ritorno la prima domenica di agosto. Nel mezzo resta esposta nella Cattedrale di San Lorenzo, nel cuore della città, dove chiunque può entrare a visitarla.
La prima domenica di maggio: dal santuario alla Cattedrale
La processione parte molto presto, quando la valle è ancora nella luce bassa del primo mattino. L'immagine viene accompagnata dai frati Cappuccini e trasportata su una macchina processionale in legno di cedro dai buttari, che si alternano lungo il percorso. La prima tappa è l'Arco trionfale, poco distante dall'ingresso del Parco di Villa Gregoriana: qui il parroco della Cattedrale accoglie l'icona a nome della città, tra applausi e fuochi d'artificio.
Da quel momento il corteo entra nel tessuto urbano e la festa diventa collettiva. C'è lo sparo di maggio, la scarica pirotecnica che risuona dal versante del Monte Catillo; c'è l'infiorata allestita lungo via Domenico Giuliani, un tappeto di petali composto nelle ore precedenti dai volontari; c'è la sosta all'ospedale civico, come nell'Inchinata di agosto, per portare un saluto ai malati. L'arrivo alla Cattedrale di San Lorenzo chiude la mattinata.
Tre mesi in città, poi il ritorno all'alba
Il ritorno al santuario, la prima domenica di agosto, è molto meno solenne e per questo, per molti tiburtini, ancora più bello. Avviene di primissima mattina, quasi senza pubblico, e la tradizione racconta che i portatori camminino svelti perché la Vergine vuole tornare a casa Sua il prima possibile. Chi capita a Tivoli in quel fine settimana può assistere a una scena che sembra sospesa nel tempo.
Attorno a queste due date ruotano celebrazioni, momenti musicali e appuntamenti di quartiere che cambiano di anno in anno. Trattandosi di una festa che coinvolge parrocchia, confraternite e amministrazione, il programma dettagliato viene diffuso ogni primavera: per date esatte, orari e percorso vale sempre la pena controllare i canali ufficiali della Diocesi di Tivoli e Palestrina, della Parrocchia Cattedrale di San Lorenzo e del Comune di Tivoli.
Un fine settimana di maggio a Tivoli
Maggio è probabilmente il mese migliore per scoprire il territorio tiburtino: le giornate sono lunghe, la vegetazione è al massimo e i grandi siti monumentali non hanno ancora la folla dell'alta stagione. Dopo la processione potete dedicare il pomeriggio a Villa d'Este, con le sue fontane, oppure scendere nel Parco di Villa Gregoriana, dove la Grande Cascata dell'Aniene è particolarmente potente proprio nei mesi primaverili.
Avere una base a pochi minuti dal centro rende tutto più semplice. Dalla Tenuta i Tufari il centro storico di Tivoli è a 3 km, circa 5 minuti in auto, Villa d'Este a 3 km e 5 minuti, il Parco di Villa Gregoriana a 2 km e 5 minuti, il Tempio della Sibilla a 2,5 km e 5 minuti, Villa Adriana a 4 km e 10 minuti. Rientrare a metà giornata per una pausa in giardino, o per un bagno nella bio-piscina naturale, e ripartire nel pomeriggio: è il modo migliore per vivere una festa lunga come questa senza arrivare a sera esausti.
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